L’innovazione nel manifatturiero oggi: il Cluster Fabbrica Intelligente incontra il Trentino

3 Novembre 2025

L’innovazione nel manifatturiero oggi: il Cluster Fabbrica Intelligente incontra il Trentino

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Il direttivo del Cluster Fabbrica Intelligente si è riunito lo scorso 9 ottobre presso la sede di BLM GROUP a Levico Terme, cogliendo l’occasione per visitare l’open house Innova, l’evento attraverso il quale il gruppo ha presentato le più recenti soluzioni sviluppate per la trasformazione e digitalizzazione dei processi produttivi. L’appuntamento ha rappresentato un momento di dialogo e confronto tra il mondo industriale e quello della ricerca, sottolineando il valore della collaborazione come leva strategica per la competitività del manifatturiero. È anche stato un importante punto di connessione tra il Cluster e l'ecosistema dell’Innovazione del Trentino, con la partecipazione di numerose imprese, associazioni di categoria come Confindustria e Federmanager, enti di trasferimento tecnologico quali HIT e SMACT, oltre al DISI dell’Università di Trento, socio del Cluster.

L’incontro si è articolato in diversi momenti di approfondimento, culminando nella tavola rotonda “L’innovazione nel manifatturiero oggi: il Cluster Fabbrica Intelligente incontra il Trentino”, moderata dal professor Tullio Tolio del Politecnico di Milano, che ha guidato un confronto ricco di spunti tra rappresentanti di imprese, università e centri di trasferimento tecnologico.

Rosanna Fornasiero ha presentato il CFI e il suo ruolo nel facilitare il dialogo intorno all'innovazione nel settore manifatturiero e nel definire una strategia competitiva per i prossimi anni basata sulla Roadmap del Cluster stesso.

Dal dibattito è poi emersa con chiarezza la necessità di conciliare innovazione e rapidità per affrontare con successo le sfide della transizione tecnologica e dell’attuale contesto geopolitico. Particolarmente stimolante è stato l’intervento di Fabio Golinelli, Advanced Processes and Technologies Manager di ABB, che ha illustrato il significato concreto di realizzare «Fabbriche Intelligenti» all’interno di ecosistemi di innovazione avanzati. “Un esempio tangibile di questa visione sono i nostri Lighthouse Plant, le Fabbriche Faro” ha affermato, “che rappresentano l’integrazione virtuosa tra tecnologie digitali e manifattura avanzata, ponendosi come modelli di riferimento per l’industria del futuro. Il Lighthouse Plant ABB si basa su un progetto di ricerca e innovazione che prevedeva investimenti su diverse linee strategiche individuate dalla Roadmap del CFI è stata un ottimo strumento per definire i filoni di ricerca sui quali focalizzarsi e che hanno reso gli impianti italiani di Dalmine, Santa Palomba e Frosinone delle best practices riconosciute a livello internazionale. In particolare, alcuni stabilimenti sono Centri di Eccellenza per lo Smart Manufacturing e svolgono anche il ruolo di dimostratori reali delle più innovative soluzioni digitali legate al concetto di Impresa 4.0. in cui innovazione, IoT, sistemi interconnessi e virtual factory sono e sempre di più saranno elementi chiave per mantenere competitività e leadership. La collaborazione con i fornitori per facilitare la diffusione dell’innovazione è stata fondamentale per la crescita del territorio, anche con il supporto del Cluster” ha poi concluso Golinelli.

Attraverso la voce del vicepresidente di Confindustria Trento con delega all’innovazione tecnologica, Alfredo Maglione, sono stati messi in luce importanti progetti: “Facendo riferimento alle linee strategiche proposte dal Cluster, la Provincia di Trento sta lavorando lungo la sostenibilità dei processi produttivi. Sono, infatti, in corso importanti investimenti per la realizzazione di un ambizioso progetto di filiera dedicato all’idrogeno, un settore su cui si sta lavorando con grande intensità e visione di lungo periodo. Il progetto si inserisce in un contesto territoriale più ampio: nel solo territorio trentino oltre venti aziende associate a Confindustria collaborano attivamente su questi temi. L’obiettivo è chiaro: rendere queste tecnologie sempre più competitive e accessibili, contribuendo concretamente alla transizione ecologica e alla riduzione delle emissioni”.
In questo percorso, l’innovazione si conferma la leva fondamentale della formazione e dello sviluppo. Innovazione intesa non come sforzo isolato, ma come sistema integrato, capace di unire competenze, ricerca e imprese. Solo aggregandosi, condividendo esperienze e know-how, si può creare un ecosistema dinamico e competitivo, pronto a guidare il cambiamento verso un’economia realmente sostenibile”.

Sostenibilità è stata la parola chiave anche dell’intervento di Luca Mion, Responsabile area trasferimento tecnologico e nuova impresa della Fondazione HIT: “Come Fondazione Hub Innovazione Trentino abbiamo la responsabilità e l’opportunità di ampliare il nostro raggio d’azione, sviluppando progetti che non si limitino esclusivamente al settore digitale, ma che abbraccino in modo concreto e strategico anche le tematiche della sostenibilità ambientale che sono alla base della competitività del manifatturiero. L’innovazione tecnologica, infatti, non può più essere disgiunta dalla sostenibilità. Per questo motivo, il nostro impegno deve orientarsi verso la creazione di progetti interdisciplinari che uniscano ricerca scientifica, tecnologia e responsabilità ambientale, promuovendo al tempo stesso la collaborazione, il lavoro in rete e la disponibilità al confronto come strumenti essenziali per generare innovazione sostenibile”.

Alberto Longobardi, direttore operations di Adige e Adige-Sys, aziende del Gruppo BLM e membro del direttivo del CFI, ha evidenziato come, per BLM GROUP, una delle linee strategiche di riferimento del CFI sia quella della produzione personalizzata. Ogni macchinario realizzato, infatti, segue un proprio percorso di progettazione, produzione e assemblaggio. “Per affrontare con successo la trasformazione è necessario essere rapidi e proattivi, pronti ad adottare nuovi strumenti e modelli organizzativi” ha aggiunto Longobardi, proseguendo poi con uno sguardo al prossimo futuro: “In particolare, anche la linea strategica sulla digitalizzazione dei processi ha un ruolo fondamentale dal momento che l’intelligenza artificiale sta diventando una risorsa chiave per rendere accessibili e condivise le informazioni all’interno dell’intera azienda, migliorando la gestione dei dati, ottimizzando i processi decisionali e favorendo la diffusione della conoscenza. Attraverso l’AI, le soluzioni proposte permettono alle aziende clienti di monitorare in tempo reale la produzione, prevedere inefficienze, ridurre sprechi energetici e promuovere un approccio sempre più sostenibile e competitivo. Rafforzare la capacità di innovazione del sistema produttivo permette di creare un ecosistema industriale capace di evolversi rapidamente, mantenendo solide le proprie radici ma con lo sguardo rivolto al futuro”.

Il Presidente del Cluster Gianluigi Viscardi, nel suo intervento di chiusura, ha ricordato che l’obiettivo del Cluster Fabbrica Intelligente è di attuare una strategia basata sulla ricerca e l’innovazione per la competitività del manifatturiero italiano, sottolineando in maniera importante la necessità di condividere e distribuire la conoscenza, attraverso una contaminazione costante. È importante creare un ecosistema per la ricerca e il trasferimento tecnologico nel manifatturiero fondato su regole certe e programmi di lungo periodo. Per questo il Cluster Fabbrica Intelligente ha elaborato la «Roadmap della Ricerca e dell’Innovazione», uno strumento di supporto per i decisori politici che definisce le linee strategiche per nuove politiche e bandi.
La Roadmap ha valore non solo scientifico: è frutto del lavoro congiunto di esperti dei principali settori industriali e tecnologici, insieme a imprese, istituzioni, associazioni, università e centri di ricerca, rendendone i risultati pienamente rappresentativi.
"Non bisogna temere il caos organizzativo – ha sottolineato – se le imprese sanno creare sinergie, condividere esperienze e valorizzare il contributo di università e centri di ricerca. È fondamentale che l’innovazione entri in un sistema condiviso perché solo attraverso la condivisione si raggiungono benefici maggiori, con costi ridotti. La distribuzione della conoscenza esistente è la leva principale per la creazione di nuova conoscenza”.

È stato infine ribadito da tutti gli interlocutori il ruolo delle aziende nel guidare l’evoluzione delle filiere, puntando su una visione "human centric" e sulla valorizzazione delle competenze, dalle esperienze industriali consolidate alle nuove opportunità dell’intelligenza artificiale generativa. La giornata si è conclusa con il riconoscimento del ruolo del Cluster e l’apprezzamento per un Trentino capace di fare rete e di distinguersi.

 

 

Attraverso le parole del Presidente del Cluster Gianluigi Viscardi, ripercorriamo i punti salienti dell’incontro.

Quali erano gli obiettivi dell’evento?
Principalmente parlare dello sviluppo del settore manifatturiero a livello territoriale, considerando nello specifico la provincia di Trento che ci ospitava, e promuovere lo scambio di buone pratiche a beneficio di tutte le aziende che fanno parte del territorio e del Cluster.
Sul primo punto il nostro Statuto prevede la formazione del Comitato delle Regioni, un organo fondamentale per il Cluster perché riunisce intorno a sé i rappresentanti delle varie regioni e che ha lo scopo di facilitare il dialogo e l’allineamento sulle attività nell’ambito della Strategia di Specializzazione Intelligente. Dunque, anche la Provincia di Trento può partecipare al nostro tavolo del Comitato delle Regioni, per portare le proprie istanze ed esperienze e partecipare attivamente alle strategie nazionali. È emerso bene dalla tavola rotonda come questo territorio possegga una visione chiara sull’evoluzione tecnologica del manifatturiero e, soprattutto, come lo stesso territorio abbia creato all’interno del suo perimetro un ecosistema capace di favorire in modo efficiente il dialogo tra i vari attori del sistema della ricerca e dell’industria”.

Quali condizioni ritiene indispensabili per rafforzare il legame tra ricerca, industria e istituzioni?
Ritengo essenziale che la creazione di un ecosistema per la ricerca e il trasferimento tecnologico nel manifatturiero poggi su regole certe, sia a livello europeo che nazionale, e su programmi a lungo termine. Proprio per questo motivo il Cluster Fabbrica Intelligente ha redatto la Roadmap della Ricerca e dell’Innovazione, che offre ai decisori politici un supporto concreto, definendo linee strategiche utili per orientare provvedimenti istituzionali e possibili bandi.”

Qual è il valore aggiunto della Roadmap?
La Roadmap ha un grande valore non solo a livello scientifico: tra coloro che l’hanno redatta ci sono esperti di diversi settori industriali e tecnologici, insieme a un’ampia base di soggetti provenienti da aziende, istituzioni, associazioni, università e centri di ricerca, che rendono i suoi risultati realmente rappresentativi.

Che cosa sono le “Fabbriche Intelligenti”?
Le “Fabbriche Intelligenti” o Lighthouse Plant sono stabilimenti d'avanguardia che fungono da veri e propri fari per le altre realtà della loro filiera e del territorio in cui operano. Rappresentano un esempio concreto dell’importanza della collaborazione tra università e imprese, pubbliche e private, per rendere accessibili a un ampio pubblico le conoscenze, le tecnologie e i servizi sviluppati. Durante la tavola rotonda, abbiamo avuto modo di ascoltare diverse testimonianze interessanti su cosa significhi realizzare una Fabbrica Intelligente. Tra queste, spiccano i nostri Lighthouse Plant, veri e propri laboratori di eccellenza che integrano tecnologia digitale e manifatturiero avanzato, come illustrato da Fabio Golinelli, Advanced Processes and Technologies Manager di ABB”.

Qual è il ruolo del Cluster nella diffusione dell’innovazione?
L’operato del Cluster Fabbrica Intelligente mira a promuovere una strategia basata sulla ricerca e sull’innovazione per rafforzare la competitività del manifatturiero italiano. La conoscenza, infatti, va diffusa e condivisa, attraverso una contaminazione costante e, come sottolinea lo stesso Cluster, con passione.
È cruciale che l’innovazione si sviluppi all’interno di un sistema condiviso, perché solo attraverso la collaborazione i benefici diventano maggiori e i costi più contenuti. In questo contesto, la distribuzione della conoscenza esistente diventa la leva principale per generare nuova conoscenza e favorire lo sviluppo tecnologico del settore".

Uno dei temi più caldi per le aziende è la ricerca di personale qualificato.
È un tema molto sentito. Le aziende segnalano una forte necessità di personale qualificato, ma spesso faticano a trovarlo con le competenze richieste. La tecnologia evolve così rapidamente che, dopo cinque anni di formazione, molte conoscenze possono già essere obsolete. Per questo è fondamentale creare un dialogo stretto tra università e imprese: molte aziende hanno sviluppato competenze avanzate che spesso superano quelle presenti negli atenei, e solo attraverso collaborazione e aggiornamento continuo è possibile colmare il divario e preparare professionisti pronti a rispondere alle sfide del settore”.

 

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