Follow up evento “L’IA NELL’INDUSTRIA, IN LIGURIA E IN ITALIA”



Nella sontuosa cornice del Palazzo della Borsa, giovedì 12 marzo, si è tenuto l’evento annuale del progetto LigurIA, promosso dal Cluster Fabbrica Intelligente, insieme a DIH Liguria: un momento di confronto sulle traiettorie strategiche e applicative dell’Intelligenza Artificiale nel manifatturiero ligure e nazionale, con contributi di imprese, ricerca e sistema industriale.

 

Industria, processi e cultura del dato

Nel corso della mattinata, grazie agli interventi delle imprese dell’Osservatorio e alle testimonianze delle grandi realtà industriali liguri, il confronto ha attraversato industria, supply chain e trasformazione digitale, convergendo su un punto chiave: non servono necessariamente più dati, ma informazioni migliori.

Richiamata l’attenzione sugli interventi orientati a sistemi complessi e sulle traiettorie applicative dell’IA, si è andati a sottolineare l’esigenza di soluzioni rapide e semplificate alle problematiche operative.

Le aziende hanno portato esempi concreti: agenti intelligenti, supporto ai tecnici, decisioni più rapide, modelli capaci di governare sistemi articolati e di anticipare le criticità prima che diventino problemi. Da qui una domanda inevitabile: tra dieci anni parleremo ancora di IA nei processi come facciamo oggi?

Con l’attuale velocità evolutiva è difficile prevederlo, soprattutto se pensiamo che appena due anni fa non avevamo ancora piena consapevolezza di cosa fosse l’IA generativa e di quanto avrebbe trasformato il modo di progettare, produrre e decidere.

Durante l'evento, il Cluster Fabbrica Intelligente ha richiamato l’importanza di un approccio che tenga insieme innovazione tecnologica, organizzazione del lavoro e sviluppo delle competenze, ricordando che la competitività non nasce dall’adozione di una singola soluzione, ma dalla capacità di costruire un percorso strutturato e condiviso. È stato ricordato che la manifattura è la spina dorsale del PIL italiano e che le PMI ne rappresentano la parte più vitale. Per questo la tecnologia deve essere accessibile e sostenibile: l’innovazione non può essere un privilegio per pochi.

 

Governance dell’IA: tra norme, competenze e percezioni

Nella seconda parte della giornata si è parlato di governance dell’IA, un tema particolarmente delicato per le piccole imprese, spesso alle prese con vincoli normativi complessi e con la difficoltà di orientarsi tra obblighi, opportunità e rischi. È emerso come uno dei problemi più grandi sia la crescente agitazione attorno alla rapidità dell’IA, una corsa che rischia di far dimenticare un punto essenziale: non c’è vera intelligenza artificiale senza una solida digitalizzazione a monte.

L’IA porta con sé due facce della stessa medaglia: da un lato il sensazionalismo, dall’altro la paura. Paura di perdere il lavoro, di essere sostituiti, di non avere gli strumenti per governare il cambiamento. È stato ribadito con forza che l’IA non ruba il lavoro, ma lo trasforma, e che il futuro sarà inevitabilmente un lavoro di squadra tra persone e tecnologie.

La seconda tavola rotonda, presieduta dai rappresentanti dei gruppi di lavoro del progetto, ha approfondito il percorso avviato un anno fa e le questioni emerse lungo il cammino. Si è passati dal filone più filosofico a quello legale, evidenziando quanto il tema sia complesso per le PMI: norme pensate per grandi aziende diventano ostacoli enormi per realtà più piccole, dove anche una minima differenza giuridica può generare impatti significativi.

Sul fronte imprenditoriale c’è entusiasmo, ma non ancora un impatto economico tangibile: siamo in una fase in cui l’IA può essere percepita come hype o, al contrario, come un potenziale che deve ancora esprimersi pienamente. Un punto cruciale riguarda la maturità dei processi: manca ancora, in molti casi, il livello minimo di digitalizzazione necessario per raccogliere e utilizzare i dati in modo efficace. Prima di parlare di modelli avanzati, serve costruire basi solide, soprattutto nel management.

Le parole chiave che hanno attraversato il confronto sono state conoscenza e competenza: senza queste, l’IA rischia di rimanere un’etichetta, una promessa o una fonte di timore, invece che uno strumento reale di crescita.

 

Sfide settoriali, sostegno pubblico e fiducia nel futuro

Un passaggio importante ha riguardato il settore siderurgico, dove i prezzi dell’acciaio elettrico non orientato restano instabili e fortemente influenzati dalle importazioni: nessuna azienda può affrontare da sola sfide di questa portata, ma occorre un’azione congiunta per generare impatti reali. Anche qui la tecnologia può aiutare a ripensare i processi senza penalizzare le persone, trovando soluzioni che tengano insieme competitività e sostenibilità sociale. La complessità non è un ostacolo: è un terreno fertile per innovare.

È stato ricordato, inoltre, che gli aiuti pubblici, tramite bandi o altri strumenti, possono fare la differenza: quando la pubblica amministrazione sostiene l’innovazione, cittadini e imprese sono facilitati nel compiere passi che da soli sarebbero più complessi. Il tema della fiducia è tornato più volte: avere fiducia nel futuro significa accettare che la novità possa creare resistenze, ma anche riconoscere che è proprio attraverso il cambiamento che si costruisce competitività. Come è stato detto, “la novità a volte ci dà fastidio: bisogna pensare al futuro”.

La giornata si è chiusa con una consapevolezza condivisa: l’IA non ruba lavoro, trasforma il lavoro. E lo fa solo quando persone e tecnologie imparano a collaborare, quando l’innovazione smette di essere un orizzonte astratto e diventa pratica quotidiana, metodo, responsabilità. La vera sfida non è inseguire ciò che è nuovo, ma metterlo a terra, farlo funzionare nei processi, nelle competenze, nelle scelte delle imprese.

 

Durante le conclusioni, è stato sottolineato il valore di un sistema che lavori insieme: è necessario uno sguardo che vada oltre i confini regionali e nazionali, perché l’innovazione respira solo in un contesto più ampio, aperto e interconnesso.

 

Trovate l'articolo qui: https://www.dihliguria.it/it/archivio-news/item/956-liguria,-12-marzo-2026-un-ecosistema-che-si-riconosce-e-si-rafforza.html

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